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Lesotho, una terra con grande sorriso

Lesotho, una terra con grande sorriso rinchiusa in dei confini troppo stretti per poter sprigionare la sua forte energia.

Questa è la frase con cui descriverei il Lesotho e la mia personale esperienza in questo meraviglioso paese. Sono un architetto, vivo in Italia, è stata la mia prima volta in Africa.

La scelta di partecipare al programma in loco è venuta molto spontaneamente grazie a un caro amico architetto per cui ormi l’Africa è la sua seconda casa. Non ho fatto domande prima di partire, non sapevo a cosa sarei andata incontro, mi sono fidata di lui e della gioia con cui parla di questo paese. Mi è bastato per comprare il biglietto aereo.

Clarissa Orsini con fondatrice di rise, Daniela Gusman ed il direttore di programmi Luca Astorri

Una volta arrivata sono stata accolta a braccia aperte da un mondo per me completamente sconosciuto. Non è stato facile avere il coraggio di lasciarsi andare a questo grande e profondo abbraccio. Superato il primo momento di stordimento, le emozioni mi hanno sopraffatto, tutto era impregnato di gioia e sofferenza, tutto succedeva contemporaneamente, non sapevo come comportarmi.

La communità di Ha Sekantsi

E’ necessario liberarsi di molti schemi e preconcetti mentali per entrare in sintonia con questo paese e dare un contributo tangibile. Non è stato semplice all’inizio ma i ragazzi della fellowship sono stati meravigliosi nell’aiutarmi in questo processo. Stando in contatto con loro ho capito che non è importante da dove arrivi o come sei abituato a fare le cose, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e c’è sempre un modo diverso per insegnare agli altri, non esiste un approccio giusto o uno sbagliato.

La cosa più importante è essere aperti alle sfide e non avere paura, è l’unico linguaggio universale, ed è stato per me il modo per comunicare con loro e sentirmi parte di qualcosa di molto più grande. Sembra un pensiero semplice e per me lo e stato ma solo grazie alle persone che ho incontrato e che mi hanno sempre trasmesso amore e comprensione. Le prime settimane sono state proprio all’insegna di questo: insegnare ed imparare.

Laboratorio partecipativo di progettazione con il gruppo IDAL

Io, da architetto, ho insegnato a loro quello che avevano bisogno di sapere in quel momento, li abbiamo seguiti passo per passo per trasmettergli nozioni e procedimenti importanti nel mondo del lavoro. Loro, da esseri umani meravigliosi, mi hanno insegnato la praticità della vita, la capacità di sorridere sempre, o quasi, nonostante le condizioni circostanti non siano delle migliori.

I ragazzi che stanno partecipando al programma in loco hanno una grande fiducia nel mondo e vogliono renderlo migliore per se stessi, per le loro famiglie e per il loro paese. Quando parlano, non lo fanno mai al singolare, il discorso comprende sempre anche i loro cari e la loro comunità, nella quale mi hanno accolto e di cui mi hanno fatto sentire parte.

I ragazzi della fellowship 2019 con Clarissa

Sono tornata in Italia con una grande gioia che mi accompagna ogni giorno. Nelle giornate complicate, ripensare al mio mese in Lesotho riordina le priorità e rende qualunque fatica molto più sopportabile.

Fondazioni per il progetto IDAL

È un paese che mi ha regalato anche incredibili paesaggi ed esperienze nella natura ma senza le persone che lo abitano non sarebbe stato lo stesso. Sono partita da lì con la certezza che sarei tornata e vorrei che succedesse presto. La lezione più importante che credo di aver imparato è che le emozioni ogni tanto e bene lasciarle da parte e portare solamente se stessi imparando a essere pratici, pragmatici, fare quello che serve dove e quando serve, senza troppe domande, dando solo la propria completa disponibilità.

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One Comment

  1. Silvia says:

    Vedo che il “mal d’Africa” ha contagiato un’altra persona oltre a Daniela me e Victor. Molto bene descritte le emozioni ma anche l’essere pragmatici e’ importante.
    Questo e’ il modo migliore per aiutare queste popolazioni: riuscire ad essere indipendenti nei loro bellissimi Paesi.
    Silvia